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Forma Yang, frammento

Le forme del Tai Chi Chuan… perchè le usiamo?

Mi è stato chiesto perché nella pratica del tai chi chuan studiamo tanto le “forme”, che scopo hanno. Ho deciso di usare la domanda per condividere qui il mio pensiero, la mia idea sul tema, ovviamente senza pretendere di avere la verità in tasca…

Dunque, chiariamo intanto di che si parla. Le “forme” sono sequenze prestabilite di tecniche, come se stessimo conducendo una lotta contro avversai immaginari. Queste tecniche sono effettivamente tecniche marziali; lo stesso tipo di approccio lo si trova in tante delle arti marziali tradizionali, dai kata del karate fino a complicatissime sequenze di wushu e di mille stili di kung fu, eccetera.

Nel tai chi chuan la particolarità dello studio delle forme è che noi ci muoviamo lentamente, con grande consapevolezza, cercando nell’esecuzione la realizzazione dei principi base della disciplina.

Iniziamo (nella nostra scuola) con delle forme più semplici, per arrivare poi a studiare forme la cui esecuzione arriva a 20/30 minuti per ogni ripetizione. In altre impostazioni, in altre scuole, si studia una forma lunga fin dall’inizio, affrontandone le varie “sezioni” una alla volta… alla fine la differenza è solo “esterna”, lo scopo è comune. 

Ok, fin qui. Ma perché facciamo tutto questo? 

Beh, il motivo è che nel tai chi chuan noi vogliamo arrivare a percepire e a far circolare al meglio nel nostro corpo quello che i cinesi chiamano “qi”, cioè questo soffio vitale, questa energia particolarissima che nasce dal rilassamento “attivo”, e dalla fluidità. Dopo anni di questo lavoro si inizia a “sentire” questa nuova energia, la salute ne ha grande beneficio e lentamente si inizia a comprendere il vero fine del tai chi.

Tornando alle forme: noi usiamo lo studio della forma per allenare il corpo a rilassarsi e a lasciar circolare il qi; e vorremmo che la mente razionale in questo processo stesse buona buona in un angolo, senza interferire. 

Ecco, senza interferire… è lì la difficoltà, in effetti. Lasciare fluire l’energia, senza cercare analisi e definizioni.

Per questo motivo le forme sono di lunghezza crescente: per fare in modo che sia il corpo a muovere la mente, mantenendo la nostra intenzione il più possibile “nella” forma – la mente razionale tende a dirci cose come “ok adesso attento che arriva il movimento difficile, lo sbagli sempre, stai attento, guarda lui come lo fa, okkio!” E così arriva la tensione, prima di tutto mentale e subito dopo del corpo. E si blocca tutto. 

Invece… è nel lasciar andare che troveremo la risposta giusta, nel dare nessuna importanza al giudizio, prima di tutto al nostro giudizio su noi stessi – pratichiamo la forma, lasciamo che la forma si svolga…

Quando il corpo “sa” cosa deve fare, può iniziare a fare a meno della mente. In questa maniera la forma smette di essere una mera sequenza di movimenti separati, diventa invece un unico movimento rotondo, armonioso, circolare, fluido.

Così facendo, con questo tipo di studio, progrediremo, nel tempo e con pazienza. L’arte del tai chi chuan richiede tanto tempo e dedizione, ma dà anche grandi frutti.

Del resto anche questo “spegnere” la mente razionale è un modo per guardarci e guardare la realtà “al di là” del giudizio, del metro del nostro pensare, e può portare diverse sorprese…

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